Lo sfarfallio nello stomaco di AltaRoma AltaModa

Il “luminoso faro di speranza” di cui parla Nigel ne “Il diavolo veste Prada”? Per me, sicuramente, AltaRoma.

Sognare a occhi aperti per tre giorni consecutivi, rinunciare alle mie fondamentali ore di sonno, saltare svariati pasti e sostituirli con uno spuntino al chiosco dei fritti, a due scalini di distanza dalle passerelle; tornare il lunedì mattina alla vita vera con un pizzico di malinconia, un’estrema nostalgia per il weekend appena terminato, una sensazione di spaesamento per la quotidianità e un enorme bagaglio di abiti e creazioni favolose, risate, momenti felici e quasi surreali: è stata questa la prima AltaModa romana di L’allure.

Non la mia prima, ma ogni volta è come se lo fosse: l’emozione, l’attesa, le file, il senso di appartenenza a quegli scarsi cinque minuti di sfilata e gli scatti sfrenati di smartphone e macchine fotografiche lussuosissime. Emozioni che a parole non so come spiegare quando mi vengono chieste, ma che mi risulta più facile mettere per iscritto (come tutto del resto!). Sensazioni che spero con tutto il cuore in me non perderanno mai la loro intensità… AltaRoma riesce a ogni sua edizione a illuminarmi la strada, a farmi sfarfallare lo stomaco quando mi siedo tra le prime file (la meraviglia quando sono in “front row”, diciamocelo, non c’è sensazione più bella che sedere in prima fila, a un passo dalla passerella, dagli abiti sognanti che si possono quasi toccare con mano e dalla falcata delle bellissime modelle).

Entriamo nel vivo di AltaRoma AltaModa: una carrellata di stili, tendenze e mood, che si fondono o contrastano, proposte principesche, nuovi talenti, nomi incisi nel fashion system, uno accanto all’altro, uniti in un unico weekend, come solo la moda sa fare.

In pre-calendario un salto in Accademia Koefia, perché vedere come nasce la passione per il lavoro più creativo del mondo, per me non ha prezzo! Subito dopo, la prima sfilata “sali e scendi” tra i pois, i colori e le linee iper femminil di Quattromani, sulle scale mobili di Coin Excelsior, insieme alle meravigliose esposizioni degli altri “new designer” Avanblanc, Catherine de’ Medici, Elena Ghisellini, Federica Berardelli, L72 e Giancarlo Petriglia. 

Non c’è nulla che non abbia amato di questa AltaRoma. I dettagli della mia amata Curiel, che in una passerella riesce a spostarsi dal giorno alla sera, con l’unico filo conduttore dell’eleganza senza tempo; lo scintillio allo stato puro, firmato Luigi Borbone, una delle più attese sorprese di questa SS16; i cappellini e la novità dello stile maschile e oversize di Miao Ran; i rosa e la femminilità di Greta Boldini, che quel giorno sentivo perfetti nel mio outfit in stile Barbie; il sogno, i colori, i dettagli, il fil-rouge principesco del mio ormai adorato e attesissimo momento Rani Zakhem; l’incanto dell’India degli elefanti di Nino Lettieri dal bianco, al nero, alle sfumature più accese del rosa; il mondo classico/ellenico illuminato dal sole incandescente degli arancioni di Renato Balestra; la femminilità della “Marchesa Casati” tra i pizzi, le rouches e i plissè di Giada Curti; le gonne strutturate di L72, il bon-ton, il romanticismo e i toni pastello di Luca Sciascia e i perfetti abbinamenti di colori e stili di Giuseppe Di Morabito, che appena ho visto, ho pensato troverebbero la loro perfetta collocazione in tutti i miei outfit. Impossibile dimenticare la speranza, i dettagli, l’amore intrinseco nelle proposte delle Accademie, alle loro prime uscite in passerella, tra applausi desiderati e sudati, nel corso dello studio e della creazione della loro prima sfilata: i miei occhi si sono innamorati dei contrasti di colore e di texture del glamour avanguardistico di Francesca Richiardi, allieva dell’Accademia Costume e Moda. 

È ciò che ho potuto ammirare, in prima persona, di questa meravigliosa AltaRoma.

Ecco perché la stanchezza, la fame, il sonno e il dolore ai piedi, lasciano il posto agli occhi a cuoricino per l’accessorio in passerella che immaginerei nel mio armadio, ai momenti nel giardino interno dell’Ex Dogana, ai tragitti nelle macchine che ci accompagnavano da una parte all’altra della Roma trasformata in modaiola per i weekend più attesi dell’anno (i driver, loro sì che potrebbero scrivere un romanzo sui discorsi esistenziali che sentono nelle proprie macchine in quei giorni folli!!!).

Dall’Ex Dogana e dall’Hotel St Regis, location delle sfilate per la prossima estate in arrivo è tutto! Ma ancora non sapete qual è stata L’allure che ha vestito la mia AltaRoma… Restate sintonizzati per scoprire i miei outfit, sempre fatti di tanto “Luxury e Low Cost”!

rani-zakhem-altaroma2016

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Ph • Salvatore Dragone – Gianluca Palma/Luca Sorrentino – Allucinazione

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